A Londra, per una settimana diversa

Tornare a Londra, per me e per Lindsey, e’ sempre un’occasione speciale, visto che ci siamo incontrati li’ mentre entrambi vivevamo intorno al fiume (io a nord del Tamigi, dalle parti di Fulham, Lindsey dall’altra parte, a Putney, East Sheen e Wandsworth).

Di solito, durante la settimana londinese durante le nostre vacanze estive, io me ne vado a lavorare in ufficio mentre Lindsey spende 2-3 giorni in compagnia della sua migliore amica in Galles, per poi passare un intero weekend insieme una volta tornata.

Beer o'clock

Mentre Lindsey e’ in Galles, io lavoro duro

I used to live there

Il mio vecchio appartamento

Quel particolare weekend di solito veniva accompagnato da camminate nei vecchi posti che frequentavamo una volta, e ad incontrare i pochi amici (2) rimasti nella zona.

Stavolta, grazie anche al fatto che eravamo di fatto indipendenti (il mio ufficio ha gentilmente sponsorizzato una stanza nel Travel Lodge locale dalle parti di Kew Bridge), abbiamo potuto affrontare il weekend insieme in maniera diversa, visto che di solito eravamo ospiti di amici o dagli zii sudafricani di Lindsey.

Cosi’ di sabato mattina decidavamo di affrontare la giornata (quasi) a piedi e rilassarci, dimenticandoci completamente di fare shopping (cosa che mi faceva abbastanza felice, visto che comunque tutto quello che volevo comprare me lo sono fatto recapitare in ufficio via Amazon settimane prima…).

Kew Bridge

Davanti a Kew Bridge

At the Cafe Rouge in Chiswick

Colazione

Dopo una colazione in riva al fiume, l’intenzione era di continuare a camminare per Chiswick per poi prendere il treno ed andare ad incontrare Glenn, un cugino di Lindsey ormai da tempo trapiantato a Londra.
Sulla strada per Hammersmith invece Lindsey scorgeva il solito parco di Barnes, che io durante i tempi londinesi attraversavo in bici ogni giorno, completamente pieno di persone e banconi.

Era la fiera annuale di Barnes, una specie di mercatino locale a cui Lindsey non poteva dire di no. Sinceramente l’idea di passare 1-2 ore nella fiera all’aperto, sotto un sole cocente, alla ricerca di regali da comprare non mi interessava piu’ di tanto, ma la presenza di un chiosco enorme che vendeva Pimm’s (la classica bevanda alcolica estiva inglese) rendeva molto piu’ interessante la permanenza li’ che non visitare i soliti negozi sulle solite high street.

More people at this great market

La fiera annual di Barnes

Alla fine la fiera annuale di Barnes si rivelava alquanto interessante. La torre di St Mary (la chiesa locale) era aperta al pubblico per pochi spiccioli, e sia mai che io rifiuti di salire in una torre per andare sul punto piu’ alto.

Climbing st Mary's church tower in Barnes

Mentre scalo la torre

Lindsey is still up

Lindsey saluta da lassu’

Anche il mercato di mostrava migliore di quello che pensassi, invece delle solite cagate di seconda mano, c’erano un sacco di interessanti piccoli padiglioni. Lindsey alla fine decideva di comprarsi una t-shirt da Keira Rathbone, un’artista che “dipinge” quadri usando le lettere di vecchie macchine da scrivere. Incredibilmente originale.

Selecing the bowl...

Lindsey cerca regali

Typewriting art

Un modo original di creare arte

Io invece decidevo di comprare, in vista del compleanno di Lindsey, una stampa originale di un vecchio libro di Winnie the Pooh.

Una volta salutato Barnes (con troppo Pimm’s nelle vene), prendevamo un treno in direzione di Waterloo, per poi scegliere di andare a King’s Cross (dove dovevamo incontrare Glenn) a piedi. Ovviamente l’alcool deglutito precedentemente aveva annebbiato le nostre capacita’ di comprendere le distanze e di orientarci in una citta’ che una volta era casa nostra. Cosi’ una semplice camminata di 5 chilometri raddoppiava in distanza (e in tempo).

Arrivavamo da Glenn stanchi, affamati e sudati ma fortunatamente era il momento giusto per sederci e mangiare qualcosa, mentre i due cugini chiaccheravano e io mi rilassavo.

Time to eat by Kings Cross

Con Glenn

Una volta salutato Gleen e dopo essere passati dalla “magica” piattaforma 9 3/4 (che a Lindsey non interessava per nulla, visto che nella famiglia sono io l’unico cui piace Harry Potter), decidavamo di noleggiare una delle Barclay’s Bikes e continuare l’avventura verso il Tower Bridge, dove tradizione vuole che ci facciamo una foto ad ogni visita.

Platform 9 3/4

La piattaforma 9 3/4 a King’s Cross

L’idea delle bici a noleggio non e’ male, anche se l’esecuzione non e’ perfetta. Dopo aver passato 15 minuti a capire come sbloccare le bici (un noleggio di 24 ore costa solo 2 sterline), prendevamo una delle fantastiche corsie dedicata per avventurarci nella zona, sotto una pioggia fastidiosa che ovviamente era arrivata il momento in cui salivamo sulle bici, in direzione di Tower Bridge.

Peccato che una delle regole del noleggio ti obblighi a fare “docking” (bloccare le bici in una delle numerose stazioni di noleggio a disposizione) ogni 30 minuti, per evitare una multa di 1 sterlina. Quindi il percorso a tappe (circa 6km) avveniva nel seguente modo: ogni 25 minuti (Lindsey va abbastanza piano, e le bici non sono granche’) il cronometro mi indicava che era tempo di trovare una docking station. 5 minuti di panico nel caso fossimo tra docking stations, e poi, una volta bloccata la bici, bisognava aspettare altri 5 minuti (sotto la pioggia) per riprendersele (immagino una geniale idea per evitarne il furto…).

Riding the Boris Bikes in London

In giro per Londra in bici

Here we are

Eccoci qui!

Too much cycling

Lindsey e’ leggermente stanca

Arrivavamo a Tower Bridge giusto in tempo per fare le foto di rito. Da li’ a Waterloo erano solo 3km, e una volta rimesse le bici a posto, era l’ora di salire sul treno e ritornare in albergo.

Il giorno dopo (Domenica), andavamo invece in direzione Richmond (5-6 km dall’albergo) camminando verso casa di Pamela e John, gli zii di Lindsey. Una volta arrivati li’ fortunatamente potevamo rilassarci senza fare niente, mangiando cibo (barbecue ovviamente) e vino offerto gentilmente da loro.

The Thomson clan reunited

Con gli zii di Lindsey

L’ultima visita prima di ripartire in Italia era a Gemma (e sua figlia, di credo 1 anno o poco piu’). A Putney passavamo un pomeriggio ricordandoci delle avventure di qualche anno fa,  e mangiando a Wagamama, uno dei miei locali preferiti.

In the park by Fulham

Con Gemma e figlia

Poi, dopo aver salutato i colleghi, era finalmente giunto il momento di tornare in Italia e iniziare 4 giorni a spasso per la costa ligure (piu’ o meno…)