Sulla Mappa

This is where I liveNo, non ho ancora finito di filmare casa mia. Ho promesso che avrei fornito foto e filmati del posto in cui vivo (rispetto a Londra una reggia) ma non ho ancora trovato il tempo di finire il montaggio.

Invece ho ultimamente comprato la versione “plus” di quel software meraviglioso che e’ Google Earth (uno dei modi piu’ istruttivi per perdere tempo), e ho trovato casa mia e altre varie interessanti foto che Google Maps non riusciva proprio a fornirmi, e che pubblichero’ nelle settimane a venire.

L’immagine di fianco rappresenta la villetta dove vivo, all’interno di un complesso residenziale (se fate uno zoom out, vi accorgerete di quante case mi circondano, e di come a qualche km di distanza inizia la desolazione assoluta).
La piscina e’ coperta dalla puntina gialla di google.

Questo e’ il file necessario per vedere dove vivo su Google Earth.

Se siete interessati a vedere dove mi sposo, questo e’ il link giusto. E’ un altro file KMZ, avrete bisogno di Google Earth (che in versione base e’ gratis) per vederlo, ma ne vale davvero la pena.

 

Non piu’ messicano

Cosa fare quando il permesso di soggiorno scade e la burocrazia locale non ha ancora fatto nessun passo in avanti per fornirmi il permesso di soggiorno temporaneo (2 anni) ?

Lay low.

I can stay a little longerCol visto turistico scaduto sabato scorso (13 ottobre), ho passato 3 giorni alla stregua di un irregolare immigrato messicano negli Stati Uniti. Ho cercato di non uscire, senza farcela tra l’altro, visto che sono poi andato con Lindsey in giro per la zone a cercare una casa da comprarmi l’anno prossimo.

L’unico pensiero era di non essere coinvolto in incidenti stradali per poi dover giustificare l’assenza del mio passaporto, ancora in mano alla burocrazia, e all’eventuale data di scadenza appena raggiunta.

Insomma, mi sentito un po’ come il latte dopo qualche settimana in frigo, dimenticato. Scaduto. Pronto ad essere raccolto e buttato nell’immondizia.

Cosi’ dopo 3 giorni illegali, sono in qualche modo riuscito ad avere un allungamento sull’attuale permesso di soggiorno scaduto. Il foglio che mi cataloga in maniera precisa: "Authorisation for illegal foreigner to remain in republic pending application for status".

A quanto pare sono ancora illegale, ma grazie ai tempi italiani degli uffici sudafricani, sono ancora salvo, per un po’.

Addio al celibato: Dieci considerazioni su usi e costumi locali

Surving a bachelor party at Wildways Bush CampSono appena tornato da un addio al celibato (non il mio), ospite del fidanzato di una collega della mia futura moglie.

Tecnicamente ero uno sconosciuto, ma una volta sentita la mia storia (immigrato da poco e circondato da astemi), Adam, questo il nome del futuro sposo, ha deciso di invitarmi per farmi vedere come in Sudafrica viene festeggiato un addio al celibato serio.

Sono stato a qualche addio al celibato decente, negli ultimi anni. Quasi tutti a Londra, in Italia quelli che conosco non si sono ancora sposati oppure non mi hanno fatto sapere niente. Le esperienze inglesi sono state simili: bere fino a stordimento, imbarazzare lo sposo vestendolo in maniera inappropriata (di solito nudo, durante il pub crawling notturno, con conseguente penis shrinking) e passare qualche ora spendendo felicemente centinaia di sterline in strip club o, se troppo ubriachi, in bordelli a Soho. Ovviamente in questo ultimo caso parlo per sentito dire.

In Sudafrica il concetto e’ simile. Bere e imbarazzare il futuro sposo. Cambia solo la scenografia. Meglio evitare citta’ di notte, specie se ubriachi e pronti ad insultare persone col colore della pelle un po’ piu’ scuro, simile a quello dell’impugnatura della pistola che portano appresso.

Il comitato organizzativo ha investito i soldi raccolti per portare tutto il gruppo in una Game Reserve, una specie di villaggio con tre capannoni extralusso – tv satellitare per vedere il rugby, frigoriferi per contenere litri e litri di alcool, piscina – e una cucina comune, in mezzo al nulla, molto piu’ a nord di pretoria. Il posto e’ chiamato Wildways Bush Camp. Hanno anche un sito, qui.

Surving a bachelor party at Wildways Bush CampSurving a bachelor party at Wildways Bush Camp

Il compito di ognuno era portare una quantita’ di alcolici tale da potere sostenere alcolicamente 1 persona in 3 giorni. Non sapendo quanto bevono qui, ho caricato per il lungo viaggio 20 birre in bottiglia, 6 in lattina (giusto per le emergenze notturne), 1 bottiglia di Jack Daniels, 1 di Vodka, 1 di Vino e una Coca Cola. Il cibo (barbecue a tutto spiano) sarebbe stato fornito dal padre dello sposo.

Sono partito venerdi’. Sono arrivato ma non mi ricordo molto. Ho passato 3 giorni a bere, mangiare e generalmente condividere alcolici con gli altri 20 ospiti (tutti maschi, ovviamente). Sono tornato lunedi’. Non ho vomitato, giusto perche’ ho mangiato come un maiale. Ma sono stato l’unico.

Dopo 3 giorni in mezzo al nulla, queste sono le 10 considerazioni che devo fare su questa ennesima esperienza sudafricana:

Surving a bachelor party at Wildways Bush CampSurving a bachelor party at Wildways Bush Camp

  1. Una volta ubriachi, e’ di norma sfidarsi a scrumming (ovvero la mischia del rugby). Tre parole magiche: crouch. touch. Engage! Il numero ideale e’ 3 contro 3, ma ogni numero va bene. Ho visto anche un 1 contro 5. Ho un palo contro 1. L’importante e’ sfidarsi, ammazzarsi, e ridere, per poi cercare di ritrovare la bottiglia di birra abbandonata poco prima.
  2. Una volta ubriachi (ma non e’ obbligatorio), durante una delle gite nella savana intorno al campo, e’ essenziale trovare una giraffa e provare a placcarla. Adam ci ha provato, vestito da zulu, ma a 10 metri dalla giraffa che si faceva i cazzi suoi, ha realizzato quanto la distanza inganni sulle dimensioni.
  3. Come a Londra, i drinking games sono importanti in qualsiasi occasione piu’ di 2 persone bevano insieme. Quello piu’ particolare e’ sicuramente lo Spitting Bokpoo Contest. Bok, o meglio springbok, e’ l’antilope locale. Poo sta per cacca – rotonda, dura, inodore e senza gusto. Spitting per sputare. Fate la somma. Per la cronaca sono arrivato secondo.
  4. Il footskating sta prendendo piede in Sudafrica. Ne avevo sentito parlare ma non avevo capito come funzionava. Ora lo so: ci si attacca in 3 o 4 dietro ad un furgone, tenendosi solo con le braccia, e ci si lascia trascinare fino a quando una sola persona rimane attaccata. UN po’ come faceva un ritardatario Micheal J Fox con lo skateboard attaccandosi alle macchine in Ritorno al Futuro. La versione sudafricana non prevede lo skateboard, solo scarpe sulla terra nuda.
    Tutti e 4 i concorrenti della mia batteria sono rimasti attaccati per il lungo percorso, ma moralmente sono stato il vincitore: davanti a me avevo il tubo di scappamento.

  5. L’animale piu’ pericoloso e’ chiamato shortail monkey (scimmia senzacoda). Le sue impronte sono identiche a quelle dell’essere umano. Umorismo locale. Ho riso per 30 minuti, dopo averne passato 20 pensandoci.
  6. La Mexican Omelette non e’ una frittata con dentro i nachos. No, e’ il nome di un cocktail per soli uomini che funziona pressappoco cosi: 1) inserire uovo in bocca. 2) spaccare l’uovo, tenere il contenuto in bocca e sputare via il guscio. 3) bere la tequila con l’uovo ancora in bocca. Clamorosamente, non e’ per niente male.
  7. La Mexican Omelette non e’ male, ma se ci si vuole ammazzare allora bisogna bere l’equivalente (in termine di bevibilita’) della grappa in sudafrica: sugar cain. Viene tagliato con la cream soda, altrimenti la morte e’ sicura in 10 minuti.
  8. E’ perfettamente accettabile ubriacarsi, perdere pantaloni e mutande – ma non la maglietta – , andare a dormire e svegliarsi il mattino dopo col pisello che saluta il sole all’orizzonte. E non accorgersene per 1 ora, andando in giro a parlare con altri altrettanto ubriachi col pisello fuori.
  9. Se sei troppo ubriaco, allora puoi tranquillamente andare nella prima stanza che trovi, spogliarti dai vestiti pieni di vomito e indossare calze, mutande, pantaloni e maglietta appartenenti a qualcun altro. Ho avuto l’onore di vedere qualcuno vestito come me, telefonare col mio telefono ad numero casuale londinese e dimenticarsi il mio portafoglio nella sua macchina, e poi passare 3 ore di notte a cercare la mia roba persa in giro. Lo stesso individuo ha poi telefonato alla sua tipa di venirlo a prendere perche’ doveva presentarsi ad un lavoro di DJ alle 4 di mattino. La tipa si e’ presentata dopo 1 ora e mezzo di percorso, solo andata.
  10. Mai discutere di rugby con sudafricani quanto c’e’ la coppa del mondo in televisione. Specialmente se la partita e’ Italia vs Fottuta Scozia, gli italiani non riescono a calciare quel cazzo di pallone ovale in mezzo ai pali e tu hai passato 3 ore a cercare la tua roba cercando di digerire la mexican omelette bevuta come colazione insieme alla birra della sera prima e ad un ottimo the.

Considerazione Bonus: non sottovalutare mai il piu’ piccolo (fisicamente) di quattro fratelli quando si tratta di drinking contest. Se gli altri 3 sono alti 1.80-1.90 per 100 chili, ci sara’ un motivo per cui lui e’ rimasto 1.60.

Considerazione Finale: quando mi ci metto, battermi e’ davvero difficile. Sono il Kasparov dei drinking contest.

Surving a bachelor party at Wildways Bush CampSurving a bachelor party at Wildways Bush Camp

Windhoek su Weltevreden Park

One day at the top of WeltevredenQuando m’incazzo, mi isolo, prendo e parto.
Con la stagione calcistica finita e la difficolta’ di trovare un club di arti marziali dove continuare a fare kickboxing (esiste un futuro dopo la cintura nera?) o trovare qualcosa di nuovo – cage fighting per esempio, le valvole di sfogo sono limitate.
Qui bevono in pochi, e tra quelli che vedo quotidianamente, non beve quasi nessuno.
Bere da solo per un po’ va bene ma non avere un pubblico pronto a ricevere le mille gemme frutto di una vita consumata, corsa e bevuta in giro per il mondo mi blocca dopo il terzo o quarto Jack Daniels, fortunatamente venduto anche qui.

One day at the top of WeltevredenOne day at the top of Weltevreden

Lunedi’ 24. Heritage day o qualcosa di simile. Come il 4 Luglio in USA, tutti organizzano barbecue all’aperto. Solitamente lo farebbero comunque, visto che nei weekend, con questo caldo e la coppa del mondo di Rugby, birra e salsicce bastano e avanzano per andare avanti per ore.

Sfortunatamente, mi sono incazzato. Inutile spiegarne il motivo.
Alle 11, sotto un solo vicino allo zenith, ho preso la bici, lo zaino con una bottiglia d’acqua, macchina fotografica, una lattina di birra locale, mappa ed elmetto, e sono partito. Inizialmente ho fatto qualche giro lungo il fiume, poi, indispettito dall’odore dei mille barbecue e dalla fame, mi sono guardato alla ricerca di qualche sfida e, in lontananza, ho visto la montagna che sovrasta la valle, con la torre dell’acqua in cima.
Da li’ e’ partita una scalata degno del miglior Pantani drogato, con un pubblico formato dai lavoratori occasionali neri che mi guardavano come fossi un alieno. Pochi usano la bici qui, i neri camminano, i bianchi guidano.

One day at the top of WeltevredenDopo 2 ore di fatica, mi sono fermato in uno spiazzo circondato da cactus, vicino alla vetta. Mi sono sdraiato e sono stato li’ a non fare niente, oltre che queste poche foto, per altre 2 ore.
Avrei voluto che qualcuno dei miei amici lasciati indietro fosse qui con me, a condividere 50cl di fresca Windhoek.
Probabilmente mio cugino Davide, amante di montagna e birra, sarebbe stato felice.

Peccato che ogni tanto mi rendo conto che sono davvero lontano.

I vantaggi della spesa

Coca Cola finalmente nel bottiglione di vetro!Fare la spesa nei supermercati locali presenta indubbi vantaggi.
Ovviamente il primo di questi e’ la pura potenza della mia sterlina (1 sterlina = 14.5 rand circa), ma anche dell’euro (il rapporto e’ 1:10), che mi permette di poter fare una spesa esagerata comprando non solo prodotti locali ma anche i soliti brand, a prezzi ridotti rispetto a quello cui ero abituato.

Un’altra cosa che si nota subito e’ la totale assenza di informazioni su grassi, proteine, sale etc.. ormai onnipresenti in ogni Tesco o Sainsbury. In Inghilterra serve a dare indicazioni alle mamme (la maggior parte balene dopo anni di diete sconsiderate e vari abusi alcolici) per aiutare nella spesa quotidiana e ridurre il numero di obesi che circolano nel territorio inglese. Immagino che in Sudafrica, dove i soli ciccioni sono i bianchi oltre i 50 anni che si godono la vita, le indicazioni non servano a niente.

La migliore sorpresa e’ nel reparto bibite. Di fianco alle solite bottiglia da 2 litri di plastica di Coca Cola, Mirinda (qui onnipresente!), Pepsi, Tab (oscena bevanda che avevo sperimentato in Atlanta), ci sono le corrispondenti bottiglie di vetro da 1.25l.

Chiunque apprezzi cocktail e bevande sa benissimo che il vetro ha qualita’ eccezionali, e che un Long Island o un Cuba Libre hanno un gusto totalmente diverso quando la coca cola viene servita dal magico involucro. Da anni non vedevo la Coca Cola in vendita in bottiglioni di vetro, probabilmente da quando da bambino andavo in Polonia sotto il regime comunista dove la Pepsi la faceva da padrona e la Coca Cola era un marchio pregiato. In Italia ho sempre trovato i tristi bottiglioni  in plastica da 2l, in Inghilterra sono arrivat a vedere quelli da 5… (sempre di plastica!).

Finalmente ora l’ultimo ingrediente delle mie pause pranzo e’ completo: 35 gradi, pasta, frutta e coca cola, mezzo immerso nella piscina.
Chiamatemi maiale, ma i rutti liberatori all’aria aperta sono tutti un’altra cosa qui in Africa.